mosse violentemente e afferrai istintivamente il bracciolo.
Improvvisamente, lui si trovava accanto a me.
«Sta bene, signora?» la sua voce profonda e calma suonava quasi intima.
Deglutii. «Sì… solo che non sono a mio agio a volare.»
Sorrise leggermente, come se trovasse la mia paura … simpatica? O utile? Non riuscivo a capirlo.
Poi si avvicinò, parlando a bassa voce. «Non dovrebbe preoccuparsi della turbolenza.»
Lo guardai stupita. «Perché no?»
Gettò uno sguardo intorno, abbassando ancora di più il tono.
«Perché non è quello che dovrebbe temere.»
Il fiato mi si